Vino e gelato, mai il distillato

Caldo infernale, orde di gente fremente, il panorama delle gelaterie metropolitane di questi tempi non è gentile con i cuori più sensibili. Portarsi però a casa la vaschetta non è meglio, a meno che la solitudine del contesto non sia esorcizzata da una compagnia più che buona. Quella del vino, in mancanza d’altro, è una delle migliori. Non necessariamente un distillato o un vino fortificato (con aggiunta di liquore) che in realtà, al contrario della vulgata, ammazza il gusto profumato del gelato (la cosa più evidente di questo dessert). Vanno, invece, benissimo i vini passiti come i Moscati passati, il Recioto di Soave passito, il Torcolato, e anche il raro Ramandolo passito. Questi passiti vanno benissimo anche per accompagnare i più difficili gelati al cioccolato e al caffè, perché essendo ben dolci e rotondi sono capaci di mitigare le più forti sensazioni fornite dai loro complessi compagni. Bicchieri, bottiglie e coppette, per altro, nobilitano il più famoso e italiano dolce di strada. Nell’immagine una creazione a base di gelato salato della chef brasiliana Renate Braune.



















































