La costituzione robusta

Frasi del tipo: “ho una struttura fisica molto pesante”, “sono di costituzione robusta” erano giustificate finché non esistevano le bilance impedenzometriche. Oggi non si può più barare perché bastano pochi secondi per misurare la propria percentuale di massa grassa.
Nella donna il peso delle ossa è mediamente del 12,5%, mentre nell’uomo è del 15% . Tali percentuali variano attorno alla media con escursioni normali massime di un 3%. Significa che nella peggiore delle ipotesi un soggetto alto 175 cm con costituzione robusta, ossa grandi (e quindi più pesanti) ha per colpa delle ossa una variazione di peso di 2 kg.
Se non si ha a disposizione una bilancia, esiste un’altra prova che condanna i portatori della presunta costituzione robusta, ovvero il test delle vene che va effettuato a riposo, da seduti. Appoggiando il gomito su un tavolo, allungate un braccio con il palmo della mano rivolto verso l’alto. Osservate il vostro avambraccio. Chi è correttamente magro dovrebbe notare diversi rami venosi che scorrono dal gomito al polso, come i fiumi su una carta geografica. Alcuni di essi sono nettamente in rilievo. Il test delle vene è una condizione necessaria, ma non sufficiente; negli over 40 per esempio il rallentamento della produzione ormonale aumenta il grasso viscerale, che esami come la plicometria o il test delle vene sul braccio non evidenziano. Se nessuna vena è in rilievo netto, non siete in peso forma ottimale. Per le donne è sufficiente che le vene si vedano nell’interezza del percorso.
Un’ultima osservazione, a mio dire tragica. È inutile pensare che avete chili di troppo perché madre natura vi ha dotato di una costituzione robusta. Se esistesse veramente la costituzione robusta perché nei campi di concentramento tutti erano scheletrici?



















































