L’ammazza-diete

Dieta, modello alimentare, strategia di dimagrimento, piano nutrizionale etc… sono ormai decine i termini impiegati per proporre una soluzione al sovrappeso. Peccato che la stragrande maggioranza non funzioni. Visto che escono sempre nuove idee, come è possibile giudicare correttamente una proposta senza ogni volta doverne scoprire le magagne più o meno nascoste? Semplice, con l’ammazza-diete.
Se solo UNA delle situazioni sottodescritte è applicabile al caso che state valutando, è possibile dedurre che la proposta che vi è stata fatta è oltremodo dubbia.
1) Vi promettono tempi rapidi.
A prescindere dal fatto che un dimagrimento troppo rapido è poco salutare, sono poco serie tutte le proposte che parlano di X kg in Y giorni. La velocità del dimagrimento è un fatto soggettivo.
2) Esclusione di una classe di alimenti.
Non esistono evidenze scientifiche che ci siano alimenti che facciano male. L’abolizione di ciò che fa male a una persona per suo difetto personale non può essere esteso a tutta la popolazione.
3) Liste di alimenti buoni o alimenti cattivi senza accenno alla quantità.
Una lista scorrelata dal concetto di quantità è quanto di più inaffidabile possa esservi. Dire che è opportuno moderare dolci e grassi è molto diverso dal metterli nella lista di cibi cattivi e abolirli. Deve essere chiaro che gli alimenti più a rischio possono essere assunti in piccole quantità, mentre quelli meno calorici posso essere assunti in quantità maggiori.
E il punto 5? Il punto cinque siamo noi: proviamo ad esercitarci con l’ammazza-diete e vedremo che strage!



















































